È stato presentato oggi a Roma, il Rapporto annuale 2026 del Centro Astalli che illustra le attività svolte nel 2025 a sostegno di richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione internazionale in Italia.
Il Rapporto documenta la portata dell’impegno della rete Centro Astalli su tutto il territorio nazionale. Nel 2025 sono state 21.000 le persone seguite complessivamente dalla Rete, 62.162 i pasti distribuiti alla mensa di via degli Astalli a Roma e 1.118 gli ospiti accolti nelle strutture sul territorio nazionale. I progetti nelle scuole hanno raggiunto 31.243 studenti, mentre 877 volontari hanno animato le attività della Rete in 8 enti territoriali.ll quadro globale che fa da sfondo al Rapporto è quello di un multilateralismo indebolito e di una polarizzazione geopolitica crescente.I tagli massicci ai fondi USAID - si legge nel comunicato stampa - e le misure analoghe adottate da altri governi occidentali hanno tradotto l'indifferenza politica in conseguenze immediate e concrete: programmi umanitari sospesi, organizzazioni costrette a ridurre le operazioni sul campo, popolazioni in fuga private di servizi essenziali. Le ricadute hanno raggiunto anche il Terzo settore italiano, mettendo a rischio la continuità di servizi indispensabili per l'accoglienza e l'inclusione. In questo scenario, Padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, ha sottolineato come i 45 anni di lavoro accanto ai rifugiati indichino con chiarezza la strada da percorrere: «La via da percorrere è investire nell’inclusione. Non come risposta emergenziale o atto di generosità, ma come scelta di responsabilità e lungimiranza, capace di valorizzare il contributo che le persone rifugiate possono offrire al Paese».
Scarica - Rapporto annuale 2026
- Sintesi del Rapporto annuale
- I dati del Rapporto annuale 2026
- Intervento p. Camillo Ripamonti - Presidente del Centro Astalli