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10 luglio 2026

MED.IN Puglia, consegnati gli attestati ai mediatori e alle mediatrici interculturali


Si è concluso il percorso "Strumenti e conoscenze per la mediazione interculturale in Puglia" realizzato nell'ambito del progetto Puglia Inte(g)razione

Si è concluso il 7 luglio, nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari, il percorso formativo MED.IN PUGLIA – Strumenti e conoscenze per la mediazione interculturale in Puglia, promosso nell'ambito del progetto Puglia Inte(g)razione  e dedicato alla qualificazione e al rafforzamento delle competenze dei mediatori e delle mediatrici interculturali operanti sul territorio regionale. La giornata conclusiva è stata dedicata alla restituzione degli apprendimenti maturati nel corso delle attività formative, alla valorizzazione delle esperienze condivise dai partecipanti e alla consegna degli attestati di partecipazione alle mediatrici e ai mediatori che hanno completato il percorso.

Il percorso, rivolto prioritariamente ai professionisti iscritti all'Elenco regionale dei mediatori interculturali della Regione Puglia, ha coinvolto complessivamente 188  partecipanti, dando vita a una delle più ampie esperienze regionali di formazione dedicate alla professione. La distribuzione territoriale dei partecipanti restituisce l'immagine di una comunità professionale diffusa sull'intero territorio regionale, con una presenza particolarmente significativa nella provincia di Bari (33,51%), seguita dalle province di Foggia, Lecce e Taranto (14,36% ciascuna), Brindisi (12,23%) e Barletta-Andria-Trani (7,45%), cui si aggiunge una quota di partecipanti residenti fuori regione (3,72%).

Accanto alla forte dimensione territoriale pugliese emerge anche il carattere multiculturale e transnazionale della professione: i partecipanti provengono infatti da 37 diversi Paesi di nascita distribuiti su quattro continenti, a testimonianza della pluralità di esperienze, competenze e biografie che caratterizzano oggi la mediazione interculturale in Puglia. Accanto alla significativa presenza di professionisti nati in Italia, risultano particolarmente rappresentate le comunità provenienti dal Nord Africa, dall'Africa subsahariana, dai Balcani e dall'Europa orientale, confermando il valore aggiunto che la diversità culturale e linguistica apporta ai servizi di mediazione del territorio regionale.

Articolato in cinque moduli formativi, realizzati tra il 4 giugno e il 7 luglio 2026, MED.IN PUGLIA ha sviluppato oltre 25 ore di formazione specialistica, affrontando alcuni dei principali ambiti nei quali oggi si esercita la mediazione interculturale: riconfigurazione dei flussi migratori e impatto nel contesto pugliese, tutela dei minori stranieri non accompagnati, diritto all'unità familiare, contrasto alla tratta e allo sfruttamento lavorativo, protezione internazionale e diritto d'asilo, nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l'Asilo, diritti sociali e accesso ai servizi. Il programma ha alternato lezioni frontali, approfondimenti normativi, esercitazioni, analisi di casi studio e laboratori partecipativi basati su metodologie interculturali, con l'obiettivo di coniugare aggiornamento professionale e valorizzazione delle esperienze maturate sul campo.

L'intero percorso formativo ha visto il coinvolgimento di ricercatori, avvocati, mediatori interculturali ed esperti provenienti da università, enti di ricerca e servizi specializzati. Tra questi, professionisti dell'Helpdesk Interistituzionale Anticaporalato Su.Pr.Eme.2, ricercatori del CNR ISMed – Istituto di Studi sul Mediterraneo, studiosi dell'Università del Salento e mediatori linguistico-interculturali attivi nei servizi territoriali. Un insieme di competenze multidisciplinari che ha consentito di affrontare le sfide della mediazione interculturale da una prospettiva integrata, capace di connettere aspetti giuridici, sociali, interculturali e operativi.

Uno degli elementi più innovativi del percorso ha riguardato l'integrazione tra formazione specialistica e riflessione sulle pratiche professionali. Accanto agli approfondimenti normativi e operativi, ogni modulo ha infatti previsto momenti di confronto sulle autobiografie professionali dei mediatori e delle mediatrici, sulle pratiche sviluppate nei territori e sulle trasformazioni che stanno interessando il loro ruolo professionale.

I contributi raccolti nel corso delle attività sono progressivamente confluiti nella costruzione del "Giornale del Mediatore", uno spazio collettivo di narrazione, riflessione e ricerca fondato sul metodo autobiografico e supportato da strumenti di indagine qualitativa e quantitativa.

I materiali raccolti costituiranno la base di lavoro di una seconda fase del percorso, prevista entro la fine dell'anno e dedicata all'approfondimento delle esperienze professionali a livello regionale e interregionale, allo scambio di pratiche e alla costruzione condivisa di strumenti e conoscenze per un impiego organico della mediazione interculturale.

L'intero percorso confluirà infine in una più ampia attività di ricerca dedicata alla figura del mediatore interculturale in Puglia, finalizzata ad approfondirne caratteristiche professionali, ambiti di intervento, bisogni formativi e trasformazioni in atto, contribuendo alla valorizzazione di una figura sempre più strategica nei processi di inclusione, accesso ai diritti e governance interculturale del territorio regionale.


Consulta la scheda sintetica del progetto Puglia Inte(g)razione sul PIM

Fonte: NOVA Consorzio di Coop. Soc.