Con l’ordinanza cautelare n. 1046/2026, pubblicata il 18 febbraio 2026, la Sezione I-Ter del TAR Lazio ha accolto la domanda cautelare contro la Prefettura di Roma, sospendendo la revoca di un nulla osta al lavoro subordinato. La vicenda riguarda una pratica avviata nel 2022. Solo nel 2025 la Prefettura aveva disposto la revoca del nulla osta, contestando l’incompletezza dell’asseverazione e la mancanza dell’idoneità alloggiativa. Tuttavia, il lavoratore aveva integrato tutta la documentazione necessaria nelle more del giudizio.
Il TAR ha applicato un orientamento ormai consolidato dal Consiglio di Stato, basato su tre pilastri:
In definitiva, ad avviso dei giudici, la PA non può limitarsi a una verifica "statica" e burocratica, ma se i requisiti sostanziali esistono (anche se maturati in ritardo), il nulla osta deve essere salvaguardato.Ordinanza cautelare Tar Lazio n. 1046/2026