L’italiano è la lingua madre per l’89,2% della popolazione di 6 anni e più residente in Italia. Nel tempo, si è assistito a una crescita della quota di quanti dichiarano una lingua madre diversa dall’italiano: dal 4,1% nel 2006 al 9,6% nel 2015, fino al 10,7% nel 2024. È questo il quadro che emerge dal report “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere - anno 2024” a cura dell'ISTAT”
Le lingue madri diverse dall’italiano più diffuse sono il rumeno, l’arabo, l’albanese e lo spagnolo. Coerentemente con la struttura demografica più giovane della popolazione straniera, la presenza di persone con lingua madre diversa dall’italiano risulta più elevata tra i 25 e i 44 anni (18,4%), raggiungendo il valore massimo tra le donne di 35-44 anni (20,3%). Le aree più interessate dalla presenza di persone di lingua madre straniera sono quelle del Centro-Nord (13,5%), con quote più che doppie rispetto al Mezzogiorno (5,2%). La popolazione di lingua madre straniera presenta abitudini linguistiche nettamente differenti rispetto a quella di lingua madre italiana.
In ambito familiare la maggioranza delle persone di lingua madre straniera (61,5%) non parla l’italiano. Inoltre, quattro persone su 10 (39,9%) non parlano in italiano con gli amici e quasi due su 10 (18%) non lo utilizzano con gli estranei, comportamenti linguistici questi che rappresentano un ostacolo rilevante alla piena partecipazione alla vita sociale e culturale nei contesti territoriali in cui vivono.
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