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19 luglio 2021

Sport e nuove generazioni a "Protagonisti" 2021

Le riflessioni emerse dal seminario del CoNNGI, la rete dei giovani con background migratorio
Si è tenuta a Torino il 15 e il 16 luglio 2021, presso OPEN011. Casa della mobilità giovanile e dell’intercultura, la quinta edizione di "Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano", seminario organizzato dal CoNNGI, la rete di associazioni di giovani con background migratorio, dedicata quest'anno allo sport come volano di inclusione, integrazione e partecipazione. Una due giorni di approfondimenti, testimonianze, scambio di punti di vista e proposte, oltre a una terza giornata, il 17 luglio presso la Polisportiva Centrocampo, di giochi, performance sportive ed esibizione artistiche.

L'edizione 2021 di Protagonisti "NON SOLO SPORT. Le pratiche sportive come strumento di inclusione sociale e culturale" è promosso dal CoNNGI in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le associazioni territoriali AMECE, ANGI Italia - Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese e GenerAzione Ponte, con il supporto dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), la Fondazione Compagnia di San Paolo e di Anpal Servizi, e il patrocinio del Comune di Torino e dell’Università di Torino. Ha visto confrontarsi le nuove generazioni con numerosi rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, della politica, della società civile, giornalisti e soprattutto atleti e personalità legate al mondo dello sport.

Ad aprire il seminario i saluti istituzionali della Sindaca Chiara Appendino, che ha raccontato l'impegno della Città di Torino nella costruzione di una comunità inclusiva capace di valorizzare le diversità come una ricchezza da mettere al servizio di tutti. Così fa lo sport, mettendo a nudo le nostre qualità e chiamandoci al gioco di squadra. Secondo la sindaca, "le nuove generazioni fronteggiano la difficoltà di appartenere a due mondi che a volte non li riconoscono e anche del becero razzismo. Anche solo l'utilizzo del linguaggio, più attento alla complessità, può fare la differenza. Le nuove generazioni meritano rispetto e diritto di partecipazione, se la comunità non le accetta e le istituzioni non riescono a coinvolgerli, perdiamo tutti".

In collegamento da Roma, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali On. Andrea Orlando ha parlato dell'importanza dei valori universali veicolati dallo sport capaci di eliminare quelle barriere che sul piano politico-sociale fanno ancora sì che i giovani con background migratorio non possano sentirsi per quello che sono, italiani di fatto. Per il Ministero del Lavoro, che ha promosso e sostenuto fin dall'inizio la nascita del CoNNGI, accompagnandolo negli anni, con l'obiettivo di trovare uno spazio comune di dialogo e confronto fra istituzioni e nuove generazioni, lo sport come strumento di inclusione e integrazione dei giovani con e senza background migratorio "rappresenta oggi, per la nostra società sempre più complessa e variegata, un punto di forza ma anche una sfida. Sfida che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sempre accettato, mettendo a disposizione le sue competenze in materia di Politiche di integrazione e di Terzo Settore". "Quello del CoNNGI – continua il Ministro Orlando – è un messaggio che consegna una speranza al Paese, un Paese più inclusivo, più ricco, più democratico".

Laurence Hart, Direttore dell'Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ha sottolineato l'importanza dello sport per il consolidamento delle soft skills come il rispetto e la resilienza, ricordando anche come "chi ha un background migratorio possa farsi vero e proprio agente di sviluppo, promotore di una narrazione alternativa della diversità".

Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha ricordato il ruolo storico delle migrazioni per la crescita di Torino, che ha saputo accogliere e offrire opportunità. "Oggi – ha aggiunto – siamo in transizione verso una nuova normalità, una nuova industria e un nuovo modo di relazionarci. Torino ha bisogno di giovani, indipendentemente dalla loro provenienza, e deve investire in loro perché diventino un elemento di crescita e forza, aiutandoci a rispondere alle domande di una città moderna. Un percorso che la nostra Fondazione vuole continuare ad accompagnare".

Lo sport, ha ricordato Alberto Rainoldi dell’Università di Torino, "ha valori che possono essere facilmente trasposti alla vita non sportiva", ma ha anche un linguaggio "più semplice, comprensibile e immediato" e, per esempio, è riuscito a narrare in modo differente l'Italia alla comunità internazionale con le recenti imprese degli Azzurri e di Matteo Berrettini, modificandone la percezione. Il docente ha quindi raccontato l'impegno del suo ateneo per favorire l'accesso alla pratica sportiva tramite il CUS, le dual career garantite agli studenti sportivi agonisti e le borse di studio per gli atleti con disabilità e per gli atleti migranti".

SiMohamed Kaabour, Presidente del CoNNGI, ha ribadito quanto "la priorità della nostra idea di sport inclusivo non sia di formare campioni, ma singoli capaci di fare gioco di squadra e di sentirsi campioni nella realizzazione del gruppo". "Lo sport è la cartina tornasole della nostra società, perché in grado di trasmettere modelli di vita e pratiche di comportamento. Un vero e proprio 'fatto sociale', in grado di contribuire attivamente alla costruzione delle personalità ancor prima che nel formare atleti".Kaabour ha inoltre ribadito "l’urgenza di una riforma della cittadinanza che ci riconosca per quelli che siamo: figlie e figli di questa terra e portatori dei valori delle comunità plurali alle quali apperteniamo", e ha ricordato anche che al suo arrivo in Italia da bambino, nelle ore di educazione fisica o nelle partite all'oratorio erano i momenti in cui non si sentiva straniero. "Lo sport è un esperanto naturale che ognuno parla e comprende, non abbiamo bisogno di parole, ma di gesti che convincano a prendere parte al gioco". Maali Atila Sarih, vicepresidente CoNNGI e membro dell'associazione torinese AMECE, ha aggiunto: "l'Italia siamo anche noi, noi siamo l’Italia. Le nostre facce sono importanti. Le nuove generazioni sono valore aggiunto per pratiche sportiva e sociale, tutti possiamo essere risorse attive per il benessere della comunità".

Saluti istituzionali


I lavori sono proseguiti nelle quattro sessioni tematiche parallele che hanno visto confrontarsi e dialogare istituzioni, enti, realtà sportive, educatori, atleti e nuove generazioni. "Sport, leadership e pari opportunità" ha messo in luce come soltanto un lavoro sinergico fra più parti, cittadini e cittadine, istituzioni e società civile, possa rimuovere quegli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che negano ad alcuni, per via delle origini, del sesso o della condizione fisica, l’opportunità di esprimere tutte le proprie potenzialità. Il CoNNGI e le nuove generazioni sono in prima linea nel sostenere e valorizzare tutte quelle dimensioni che in ambito sportivo sono legate all’inclusione, come il fair-play, la collaborazione, il rispetto di regole e ruoli, che sono peculiari di tutti gli sport, al di là di qualsiasi differenza.

"Enti di promozione sportiva, territori e coesione sociale" ha rilevato quanto i territori rappresentino un’eccezionale testimonianza del valore che l’attività sportiva riveste. Infatti, il grande numero di associazioni e società che nei vari comuni operano per favorire la pratica sportiva, curandone non solo l’aspetto agonistico, ma soprattutto l’occasione di aggregazione e di crescita culturale e sociale, confermano l’universalità del linguaggio sportivo. È necessario raccontare, comunicare, promuovere tutte le grandi e piccole iniziative territoriali che mettono al centro lo sport come motorie di inclusione sociale per attrarre sempre più persone e generare nuove opportunità.

"Gli atleti con background migratorio. La voce di chi ce l'ha fatta" ha ospitato le esperienze di atleti italiani di origine straniera che hanno fatto dello sport non solo una professione, ma anche una vera e propria missione di vita. Naturalmente, nel loro percorso sportivo non sono mancate le difficoltà legate ad episodi di razzismo, xenofobia e discriminazione. Tuttavia, l’appartenere a due (ma a volte anche di più) popoli, due culture, due mondi, permette loro di avere, come sostiene Driss Saaid – rappresentante della nazionale italiana Basket in carrozzina e giovane di origine marocchina –, “un paio di occhiali in più per guardare la realtà”, una maggiore sensibilità nel cogliere la ricchezza della diversità e la bellezza della loro unione.

"Sport, giochi tra tradizioni e culture" ha raccontato aspetti della storia dello sport e della sua evoluzione che rivestono tutt’oggi grande valore. Ad esempio, nell’antica Grecia, i giochi olimpici facevano cessare qualsiasi tipo di ostilità e rappresentavano un momento di grande sincretismo culturale, in cui coesistevano elementi differenti di culture diverse. Indubbiamente, la forma mentis olimpionica era alimenta dallo spirito agonistico del superare gli altri, del primeggiare, ma non a discapito del rispetto delle regole o della dignità dell’avversario. Questo modo di pensare non caratterizzava solo l’educazione atletica, ma rientrava in tutti gli ambiti della vita. Riflettere, come in questo caso, sul valore aggregante rappresentato dallo sport nelle culture che ci hanno preceduto, non può che aiutarci a rinsaldare i suoi valori universali positivi per il benessere della nostra società.

Le idee, le testimonianze e le proposte di Protagonisti 2021 andranno ad arricchire il Manifesto delle nuove generazioni italiane, la cui versione aggiornata sarà presentata dal CoNNGI il prossimo autunno.

Restituzioni dei lavori e testimonianze degli atleti


Tavola rotonda conclusiva



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