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03 aprile 2020

Covid1, l’UNICEF risponde all’emergenza


Al centro dell'intervento i gruppi più vulnerabili, tra cui i minori stranieri non accompagnati

Dall'inizio della diffusione dell'epidemia Covid19 l'UNICEF si è attivato in Italia con diversi interventi. Tra i primi la pubblicazione di informative multi-lingue sulla prevenzione e il contrasto al virus in versione youth-friendlyadatte quindi a spiegare l'emergenza a bambini e adolescenti italiani, migranti e rifugiati. A seguito della dichiarazione di pandemia, l'UNICEF è intervenuta in modo ancora più decisivo per garantire la protezione e il benessere di bambini e adolescenti con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, tra cui i minori stranieri non accompagnati, soprattutto quanti di loro si trovano in strada, fuori dal sistema formale di accoglienza.

Prosegue anche il lavoro dell'UNICEF a fianco dei partner dell'Alleanza per la protezione dell'infanzia nell'azione umanitaria, con la pubblicazione di linee guida per sostenere le autorità e le organizzazioni coinvolte nella risposta. Considerando anche gli effetti secondari della pandemia su famiglie e comunità – tra cui la chiusura delle scuole, la perdita dei posti di lavoro, l'acuirsi di situazioni di sfruttamento e violenza - l'Alleanza chiede ai governi di garantire la sicurezza e il benessere dei bambini.

 

L'UNICEF conferma il sostegno ai gruppi più vulnerabili, tra cui i giovani migranti e rifugiati, per i quali è alto non solo il rischio sanitario ma anche la possibile esposizione a situazioni di sfruttamento e violenza. Al fine di rafforzare la riduzione del rischio, UNICEF insieme a IOM UNHCR ha avviato un dialogo con le autorità competenti per esplorare possibilità di azioni congiunte. In collaborazione con il partner INTERSOS sono state garantite azioni di informativa e screening volte all'individuazione precoce di casi sintomatici e/o di casi che necessitano di ulteriori misure sanitarie, all'interno delle principali aree di transito e degli insediamenti informali. Un medico è stato inoltre inserito nelle strutture Caritas a Roma. In collaborazione con Medecins du Monde (MdM) è stata attivata una linea telefonica per fornire prime informazioni mediche a coloro che non sono registrati nel sistema sanitario nazionale. Il numero – 351 0221390 - è collegato alla hot-line di ARCI – 800 905 570 – supportata da UNHCR. MdM fornisce inoltre nel Lazio un servizio telefonico di pronto soccorso psicologico.

 

Nonostante lo stop temporaneo alle lezioni frontali, procedono anche i percorsi di educazione non formale come UPSHIFT, il corso di educazione all'imprenditorialità rivolto a giovani italiani, migranti e rifugiati che continua online grazie al supporto dei CPIA (centri di istruzione per adulti).

 

Tra i risvolti della crisi sanitaria anche quelli psicologici legati alla gestione dello stress e alla sovraesposizione a informazioni negative. Spazio quindi anche ai giovani attraverso la piattaforma digitale U-Report on the move, lanciata da UNICEF in Italia a favore dei giovani migranti e rifugiati sulla cui pagina Facebook è stata attivata un'azione di sensibilizzazione. Per chi volesse saperne di più sull'emergenza sanitaria è attivo un BOT in 7 lingue per rispondere alle domande più frequenti. Basta inviare un messaggio digitando "Coronavirus" per avviare il sistema automatico di domande e risposta. Tra le informazioni condivise anche un focus sulle giovani che in questo periodo di isolamento e quarantena possono essere ancora più esposte a fenomeni di violenza domestica.

E ancora le live chat con medici e psicologi che hanno registrato oltre 3000 visualizzazioni. Con la campagna #iorestoacasa giovani italiani, migranti e rifugiati hanno sensibilizzato altri giovani inviando messaggi positivi che invitano all'osservazione delle misure preventive adottate dal Governo. #Iorestoacasaconureport prevede invece un calendario di live chat e attività socio-ricreative in diretta per supportare i più giovani in questo periodo di isolamento.

Dal sito UNICEF Italia sarà inoltre scaricabile materiale per laboratori per l'infanzia.

 

Fonte: UNICEF