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11 luglio 2023

Un posto tranquillo per il bambino di Oksana


Appena è scoppiata la guerra, Oksana Tveritinova, 35 anni, ha capito che Odessa non era più il posto giusto per suo figlio. “Artem ha otto anni ed è autistico, ha bisogno di tranquillità e di stare con altri bambini. Con i bombardamenti e le scuole chiuse, non ci restava che partire”.

Insieme, hanno raggiunto Genova. Per qualche settimana sono stati ospitati di un amico, poi hanno cercato con scarsi risultati una sistemazione autonoma (“nella nostra condizione, nessuno voleva affittarci casa”), fino all’arrivo in un appartamento del Sistema di Accoglienza e Integrazione a Campo Ligure, paesino di duemila anime nella valle Stura.

“Ho iniziato un corso di italiano e ho iscritto Artem alla prima elementare. La mattina ha le lezioni, con l’insegnante di sostegno, il pomeriggio gli incontri con la psicologa e la psicomotricità. Avevo bisogno di un lavoro, ma vicino e conciliabile con questi impegni, non potevo certo andare a fare la cameriera di sera a Genova”.

La coop sociale “La comunità” e il progetto PUOI sono riusciti ad attivare per lei un tirocinio proprio a Campo Ligure, presso lo studio associato di commercialisti Minetti. “Anche in Ucraina lavoravo come commercialista, i numeri sono sempre numeri, ma lì le leggi e le procedure sono molto diverse, per me è come ricominciare da capo. Ho iniziato dalla contabilità semplificata delle piccole imprese...” Ad aiutarla, ci sono colleghi molto disponibili: “Mi spiegano tutto con pazienza, facendomi sentire a mio agio. Conoscono la mia condizione familiare e gli orari del tirocinio sono molto flessibili”.

A Oksana serve tempo, per imparare e per organizzarsi. Intanto, lo studio associato ha prorogato il tirocinio, che tra qualche mese potrebbe trasformarsi in un contratto di lavoro. Per ora, lei vuole restare a Campo Ligure: “Vedo mio figlio tranquillo e quindi sono tranquilla e posso concentrarmi anche sul lavoro. In questo momento, lui è seguito meglio in Italia che in Ucraina. Credo che faremo tutte le scuole elementari qui, poi si vedrà”.

 

 

         





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