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02 maggio 2024

1000 vittime di sfruttamento lavorativo assistite da OIM-INL


Sono i risultati raggiunti da maggio 2020 ad aprile 2024 nell’ambito di progetti finanziati dal Ministero del Lavoro

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con il supporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel corso delle attività di prevenzione e contrasto del fenomeno dello sfruttamento lavorativo e caporalato realizzate tra maggio 2020 e aprile 2024, hanno supportato e assistito 1000 lavoratori e lavoratrici migranti nella denuncia di una situazione di sfruttamento lavorativo e nell’attivazione dei meccanismi di tutela. Sono i dati evidenziati nel briefing pubblicato da OIM dal titolo “Vittime di sfruttamento lavorativo assistite nell'ambito del partenariato tra OIM e INL” che illustra i risultati raggiunti nell'ambito dei progetti Su.pr.eme (2019-2022), A.L.T. Caporalato! (2019-2022) e A.L.T. Caporalato D.U.E. (2022-2024), finanziati dal Ministero del Lavoro con risorse AMIF- Emergency Funds per quanto riguarda il primo progetto e del Fondo Politiche Migratorie negli altri due casi.

Il protocollo OIM-INL prevede l’impiego di mediatori culturali OIM a supporto dell’attività di vigilanza dell’Ispettorato su tutto il territorio nazionale, così come iniziative di formazione congiunta e attività di sensibilizzazione dei lavoratori migranti sui diritti e doveri conseguenti all'instaurazione del rapporto di lavoro.

I significativi risultati raggiunti sono frutto, si legge nel documento, da una parte, dell’efficiente collegamento tra il meccanismo ispettivo e il sistema di protezione e dall’altra della volontà dei lavoratori stranieri di opporsi allo sfruttamento e agli abusi quando adeguatamente informati e supportati. In tale contesto, la metodologia della mediazione culturale al servizio delle istituzioni si è dimostrata particolarmente efficace, soprattutto per un ente come l'INL, per il quale la comunicazione e la costruzione della fiducia con i lavoratori stranieri è fondamentale.

“Fare il mediatore culturale significa trasformare uno specchio in un vetro trasparente”, spiega Ablaygalo Diallo, uno dei 25 mediatori culturali del progetto impiegati su tutto il territorio italiano. “Con il nostro intervento accompagniamo il lavoratore e la lavoratrice nel passaggio da una superficie che riflette solo la propria immagine a una lente trasparente che permette di vedere oltre, di entrare in contatto con altri modi di pensare e quindi di diventare più consapevoli del proprio ruolo e di quali sono i propri diritti nella realtà e nel contesto circostante.”

Oltre alla mediazione culturale, un ruolo fondamentale in questi processi è ricoperto dalle esperte e dagli esperti tematici e legali a supporto di mediatori, che hanno permesso ai mediatori di diventare un ponte tra l'ispezione e gli enti di tutela.

I risultati della collaborazione tra OIM e INL dimostrano l’efficacia del modello multi-agenzia al fine di garantire una maggiore protezione dei diritti fondamentali delle vittime in accordo con i principali stakeholders che operano in ambito migratorio su ogni territorio.

Il documento pubblicato da OIM illustra le principali caratteristiche dei 1.000 casi emersi e supportati: il profilo dei lavoratori e lavoratrici stranieri assistiti, il contesto di emersione, i settori economici coinvolti, la nazionalità e lo status giuridico dei lavoratori, l'area geografica di riferimento e il supporto fornito in termini di denuncia e referral a enti di tutela.

 

 

         

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