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15 marzo 2023

Imprenditoria migrante, tra espansione e nuove generazioni


Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2022 di IDOS e CNA. 648.083 imprese migranti alla fine di settembre 2022, il 10,7% del totale

"Anche in Italia, l'imprenditoria immigrata è in costante espansione, anche in anni di crisi e, nonostante la debolezza strutturale dovuta alla maggiore vulnerabilità socio-economica dei soggetti coinvolti (peraltro i più colpiti durante la crisi pandemica), sorprende per la sua consistenza e il suo andamento, in controtendenza rispetto all’imprenditoria autoctona".

È quanto scrivono IDOS e CNA in un'anticipazione Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2022 che sarà presentato domani a Roma. Una panoramica sull’iniziativa autonomo-imprenditoriale dei cittadini immigrati, a livello comunitario, nazionale e regionale.

Nel 2021, sono 642.638 le imprese “immigrate” registrate presso le Camere di Commercio, pari al 10,6% del totale delle imprese attive nel Paese, con un aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente e del 4,3% rispetto alla fine del 2019 (al contrario, le imprese gestite da lavoratori nati in Italia sono diminuite rispettivamente di -0,4% e -0,9%). I primi dati disponibili per il 2022 mostrano ancora una crescita, anche se a un ritmo più lento: 648.083 alla fine di settembre 2022, con un’incidenza sull’intero tessuto imprenditoriale che sale al 10,7%.

Si tratta in massima parte di un fenomeno “endogeno” che parte dall’iniziativa “dal basso” di immigrati già stabiliti da tempo in Italia, con un crescente protagonismo delle imprese a guida femminile (156.002, +48,1% in dieci anni).

Il Rapporto evidenzia altre caratteristiche peculiari del caso italiano, come la predominanza tra le imprese immigrate della micro e piccola impresa (75,5% sono imprese individuali), l’aumento delle società di capitale (la cui incidenza sul totale è passata in 10 anni dal 9,6% al 16,9%) e la concentrazione settoriale nel commercio e nell’edilizia (rispettivamente 32,9% e 23,5%), con specifiche tendenze alla specializzazione in alcuni gruppi nazionali (per es. il commercio assorbe il  67,3% degli imprenditori marocchini e il 64,1% dei bangladesi). L’imprenditoria immigrata ha inoltre una forte vocazione transnazionale e spesso porta innovazione e creatività, soprattutto tra le nuove generazioni.

A fronte dello scarso ricambio autoctono delle leve produttive per il perdurante inverno demografico e la ripresa dell’emigrazione di giovani qualificati, il Rapporto suggerisce che l’Italia dovrebbe (i) sostenere la strutturazione del sistema delle imprese immigrate, (ii) rimuovere gli ostacoli che ne scoraggiano la nascita e la crescita e (iii) supportarne il potenziale di innovazione.

Leggi il comunicato stampa di IDOS e CNA