Presenza degli stranieri nel territorio della regione Valle d'Aosta

La distribuzione geografica degli stranieri residenti sul territorio della Valle d'Aosta conferma il primato del Comune di Aosta, che conta 2.784 presenze, pari a circa un terzo del totale. Seguono i Comuni di Saint-Vincent (394, 4,8%), Châtillon (335, 4%), Pont-Saint-Martin (302, 3,7%), Verrès (294, 3,6%) e Saint-Pierre (262, 3,2%). Tuttavia, di questi Comuni quello con la più alta incidenza percentuale è Verrès (11,2%), seguito da Saint Vincent (8,6%), Pont-Saint-Martin (8,3%), Aosta (8,2%) e da Saint-Pierre (8,1%). Il Comune con la più elevata incidenza di residenti stranieri è però Challand-Saint-Anselme (11,3%), seguito da Verrès e da Valtournenche (11,2%). Rispetto al 2014, il calo maggiore in termini assoluti dei residenti stranieri si osserva per il Comune di Aosta (-337 unità), seguito da Châtillon (-92 unità), Saint-Pierre (-59 unità) e da Gignod (-55 unità), a fronte degli aumenti di Valtournenche (+67 unità), Nus (+19 unità) e Quart (+15%). In termini relativi, le riduzioni più importanti hanno interessato i Comuni di Champorcher, Lillianes e Gaby.

Rispetto ai Paesi di provenienza, gli ultimi dati disponibili (1/1/2020) mostrano come tra i cittadini stranieri gli europei siano maggioritari (55%) e come il paese di provenienza più diffuso sia ancora la Romania (29,1%), seguito dal Marocco (19,4%), dall'Albania (8,5%), dalla Cina (3,6%) e dalla Ucraina (3,3%). Sebbene i cittadini stranieri di questi cinque Paesi spieghino circa i due terzi del complesso di quelli residenti in Valle d'Aosta, va parallelamente notato che le nazionalità presenti nella nostra regione ammontano complessivamente a circa 120.

Raggruppando i dati per aree geografiche, la componente migratoria più significativa, tolta quella europea, è senza dubbio quella proveniente dall'Africa Settentrionale, pari al 29,7% del totale, seguita da quella asiatica 87,9%. Tra le comunità prevalenti, quelle caratterizzate da una maggiore incidenza di popolazione di genere femminile provengono dall'Ucraina (84,6%), seguita dalla Russia (78,6%), dal Brasile (72%), dalla Polonia (69,2%) e dalle Filippine (68,3%). Per ciò che riguarda i Paesi del Nord Africa, ma anche per Paesi come la Nigeria, il Senegal, l'Albania, il Pakistan, l'India e il Bangladesh, continua invece a prevalere la componente maschile.

A inizio del 2020 circa la metà dei cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Valle d'Aosta è titolare di un permesso di lungo periodo. Tale percentuale è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 e, in ogni caso, in calo dal 2016 quando ha toccato il punto di massima (52,7%). Dei circa 2.600 cittadini non comunitari titolari di permesso con scadenza, il 53,4% è composto da uomini, confermando un certo equilibrio nella distribuzione tra i generi.

Gli ingressi di cittadini non comunitari nel 2019 ammontavano a 350, in contrazione del 29,6% rispetto all'anno precedente. Se si eccettuano il 2016 ed il 2018, gli ingressi sono sostanzialmente in diminuzione dal 2011. Nel 2016, con quasi 600 ingressi, si è peraltro registrato uno dei valori più elevati del periodo 2007-2017.

Rispetto ai motivi degli ingressi di cittadini non comunitari registrati nel 2019, prevalgono ancora quelli familiari (73%), un valore questo ultimo in sensibile crescita, sia all'anno precedente, sia con riferimento al complesso del periodo 2007-2019. I permessi per motivi di lavoro per contro si riducono ancora e si attestano all'1,7% (6% l'anno precedente), contro valori che sfioravano il 50% nel periodo pre-crisi. Anche i permessi per motivi di Asilo/Umanitari mostrano un trend in contrazione dal 2016 e nel 2019 arrivano a pesare per il 17,4%; soltanto l'anno precedente incidevano per il 36,2%.

Nell'anno 2019 gli ingressi di cittadini stranieri sono costituiti per circa la metà da uomini (49,4%), valore questo ultimo in crescita dal 2015, e hanno riguardato prevalentemente cittadini marocchini (26,9%), dell'Albania (16,9%), del Pakistan (8,3%) e della repubblica Dominicana (6,6%).